sabato 15 marzo 2008

Perché non comprare l’acqua in bottiglia ?

Dobbiamo chiarire che la migliore acqua da bere non si trova necessariamente in bottiglia (tanto meno in plastica).

Le acque minerali non sono né più pure né più sane dell’acqua di rubinetto; anzi essendo le stesse considerate come delle acque “terapeutiche”, la legge, in italia, ha creato una sorta di tolleranza riguardo le concentrazioni massime ammissibili (CMA) delle sostanze presenti di gran lunga superiori a quelle non accettate – e cioè severamente vietate – per l’acqua potabile.

Difatti, l’acqua minerale non è considerata dal legislatore come un’acqua potabile, ma come un’acqua terapeutica in ragione di certe caratteristiche fisico-chimiche che ne suggeriscono un uso per fini specifici.

Per queste ragioni è consentito alle acque minerali di contenere sostanze come l’arsenico, il sodio, il cadmio in quantità superiori a quelle invece interdette per l’acqua potabile. Mentre non è permesso all’acqua potabile di avere più di 10pg/l di arsenico, è frequente che la maggior parte delle acque minerali contengano 40-50 pg/l di arsenico senza l’obbligo di dichiararlo sulle etichette.


L’Unione europea ha diffidato l’Italia dal continuare a permettere la vendita di acque minerali contenenti addirittura 19 sostanze chimiche pericolose in concentrazioni superiori a quelle ammesse per le acque potabili distribuite dagli acquedotti.


Molte acque minerali in bottiglia subiscono processi di filtrazione, distillazione e osmosi inversa. Si calcola che soltanto il 20% sia acqua realmente sorgiva. Non sempre inoltre sono esenti sostanze contaminanti.


Da un dispaccio dell’ANSA del 22 febbraio 2003, i carabinieri del NAS stanno svolgendo degli accertamenti in varie località italiane su questioni legate alla bontà delle acque minerali attualmente in commercio. I controlli, a livello giudiziario, sono coordinati dalla Procura di Torino. In particolare, secondo quanto si è appreso, al centro delle indagini vi sarebbero le modalità con le quali alcuni laboratori svolgerebbero le analisi sui prodotti. Gli inquirenti affermano tra l’altro che: "I sistemi di analisi adottati da alcuni laboratori che controllano la qualità delle acque minerali sono tarati in modo tale da non rilevare la presenza di cere sostanze chimiche nocive anche quando ci sono."


È stato calcolato che nel mondo il business dell’acqua equivarrebbe a quasi la metà dell’economia legata al petrolio.
Un litro di Perrier costa più di 1.000 litri di acqua di rubinetto.

I Sali minerali presenti nell’acqua sono inorganici perché non possono entrare nelle cellule umane, anzi restano all’esterno ostruendo cosi il passaggio delle sostanze utili alla vita della cellula con conseguenze decisamente rischiose per la salute. Proprio per questo i sali minerali presente nell’acqua vengono considerati veri e propri inquinanti,
e proprio per questo la legge impone dei limiti di presenza di tali elementi nelle acque in bottiglia.